Editoriali

L'EDITORIALE. Taranto, Andria, Foggia, Bari. E' vero, c'è il "MIRACOLO LECCE". Ma riconoscenza non è accondiscendenza

Ospitiamo la riflessione del Direttore e fondatore di SoloLecce.it

LECCE - Taranto, poi Andria, poi Foggia. Sullo sfondo lo scenario desolante che vive il calcio barese, con la 9° città con più abitanti d'Italia ostaggio di un Presidente che di fatto scarica nel club materiale di risulta, rifiuti, e si prende le pepite d'oro per portarsele a Napoli, lasciando i baresi in un eterno limbo che è anche plasticamente visibile in classifica, sempre lì, un po' avanti e un po' indietro, per non dare nell'occhio con troppo anonimato.

E' vero, Lecce è la città del privilegio. Il calcio leccese vive il privilegio. Anni di Serie A consecutivi, il bellissimo rischio di continuare questa striscia, la rappresentazione con Napoli e Cagliari di tutto il Sud in un calcio neanche più di ricche proprietà del Nord, di grandi capitani d'impresa, ma di fondi esteri e scatole societarie (spesso scatole che rimbombano di vuoto).

Tutto vero e anche SoloLecce.it è stato qui per anni a sottolinearlo, anche se quelli non erano tempi in cui certa dirigenza si strappava le mani per farci i complimenti, probabilmente credendo fossimo uguali agli altri. Acquiescenti, accondiscendenti a tutto e senza spina dorsale. Davano per scontato pure la capacità di orientare positivamente il lettore a una analisi costruttiva di ogni santissimo fatto, evidentemente.

L'abitudine a troppo miele evidentemente fa diventare sempre più golosi, sino a spanciarsi di complimenti da diventare diabetici. Per questo adesso passiamo per i “cattivi” della compagnia, i “bad boys”.

Troppo facile, troppo “alla Tesoro” come modo di vedere le cose, “o con me o contro”. E' esattamente la stessa china che presero i Semeraro: mettere il muso davanti al disappunto, mettere i puntini sulle “i” ogni passo per ribadire i meriti nell'aver costruito tutto questo, preferire l'idolatria a chi ti dice in faccia che questo Lecce è stato costruito farcito di bidoni con pochi precedenti in Serie A. Pazienza. Lo riscriviamo, nel caso non fosse chiaro.

O con noi o contro insomma, tipico atteggiamento anche di qualche uomo mercato a cui non gliene si può dire mezza per non finire nel girone infernale dei cattivi. Noi, riconoscenti del suo lavoro e di quello societario, continueremo a sostenere davanti a esempi così lampanti, enormi come questa stagione, che spesso si può fare meglio, che troppo si è sbagliato. La speranza è senza che ciò sia irrimediabile.

Certamente anzi questo Lecce si salverà, lo vogliamo a tutti i costi, ci danniamo in ogni partita a ché questo accada. Noi vogliamo andare a “San Siro”, non a Cittadella. Il Presidente, il VicePresidente, l'allenatore o il calciatore che pensa il contrario è fuori strada. Ma non smetteremo mai di spingere a fare meglio chi ci sta di fronte, a mangiare meno miele. Fa bene alla salute, riporta sulla terra, non come quelle televisioni nazionali e non o quei conduttori di tv tematiche ospitati addirittura ai bordi del terreno di gioco come fossero dei protagonisti dell'avventura societaria e che spesso sono lontanissimi da rappresentare valori positivi dello sport… A noi (non è gelosia, eh!) non ce l'ha chiesto mai nessuno, a noi il sostegno ci è stato sempre chiesto “a gratis”, come fosse atto dovuto. Le poltrone comode e visibili delle tv nazionali, evidentemente, sono molto più ambite di qualche sito straccione… Peccato che poi le 70, 80mila persone che giornalmente moltiplicato 365 giorni all'anno si interessano in qualche modo del Lecce (di media) quel sito lo aprano, eccome. I grandi riflettori passano, si spengono, noi restiamo.

Inebriati dagli effetti dolciastri del miele, poi, in tanti credono che siamo qui ad augurarci il peggio per dire “avete visto? Avevamo ragione”. Niente di più falso, ma è facile da sostenere per chi ci liquida così.

Noi invece siamo quelli che si guardano attorno e vedono lo spettacolo di Taranto, Andria, Foggia e Bari. Riconoscenti sempre, con gli occhi chiusi mai.

Commenti

Qui VENEZIA. Per l'ultima spiaggia salvezza Di Francesco sorride: c'è un recupero prezioso
CIAO SUOR PAOLA! E' morta la religiosa super-tifosa biancoceleste